Tanti gli incendi nel sud Italia appiccati dalla mafia: “Sostituite i proiettili con il fuoco”

Nino Naso, sindaco di Paternò, è preoccupato anche per il fatto che molti incendiari se la cavano impunemente. La scorsa settimana due persone sono state arrestate in un villaggio vicino, ma questo è sproporzionato rispetto al numero totale di incendi nell’area. “Investiamo molti soldi nel nostro villaggio per rimuovere i materiali combustibili prima dell’estate, per prevenire gli incendi naturali”, dice. “Ma se i criminali con una tale riserva naturale hanno altri piani, siamo impotenti”.

Naso spende i budget che ha per posizionare le telecamere di sicurezza in posizioni strategiche. Ma una vera soluzione al problema deve venire dal governo di Roma, dice.

Oltre a più budget per le indagini, vuole sanzioni più severe per incendio doloso. “Dovrebbero aver paura, dovrebbero sentire il respiro caldo della polizia e del governo sul collo. Non può andare avanti così”.

‘Abbiamo bisogno di aiuto’

Emanuele Feltri spera anche che si faccia presto di più per prevenire ulteriori incendi. Nell’incendio della scorsa settimana ha perso non solo l’amico Andrea, ma anche parte dei suoi affari. “Ulivi di 300 anni. Sono insostituibili.”

È convinto che dietro a tutto questo ci sia un’organizzazione criminale. “Non mi vogliono lì. Qualche anno fa anch’io sono stato vittima di bullismo. Poi ho trovato le mie pecore con i proiettili in testa”.

La soluzione migliore, dice, è che più forze di sicurezza pattugliano le campagne siciliane.

“Quando sono stato minacciato ho sempre ricevuto molto sostegno dagli altri contadini. Non è che non cambia nulla, e tutti partecipano in silenzio con la mafia. Vogliamo vivere una vita onesta, e costruirci un futuro. Ma abbiamo bisogno di aiuto”. Non possiamo farlo da soli”.

Vegliantino Trevisani

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